lunedì 22 maggio 2017

CON GRINCIA SI PAGAVA MOLTO MENO! OGGI AUMENTI SU TUTTI I TRIBUTI SPECIE DELL'IMMONDIZIA!

FACILE NO? MENO RECICLIAMO E PIÙ  PAGHIAMO! SOLO PROMESSE E TASSE.
Questo era uno degli slogan preferiti di "quello di Cassino" e del presidente dell'inutile "carrozzone", almeno così  lo definiva prima di diventarne presidente per poi non voler lasciar a nessun costo la sua poltrona, che andavano in scena ogni domenica in piazza sui tabezao e sui quotidiani.
"E il sindaco Grincia dopo aver istituito per la prima volta l'addizionale IRPEF (intanto lui l'ha aumentata quasi al massimo 0,7%), dopo aver dopo aver carpito illegittimamente il pregresso della Tassa sulla Pubblicità ai commercianti (nel frattempo dopo aver distrutto il mercato sono stati esternalizzati la riscossione della TOSAP e tanto altro e oggi i commercianti davvero stanno facendo i conti sulle scelte di questi due personaggi) , continueranno a sottrarre dalle nostre tasche sempre più soldi rispetto al dovuto della Tarsu.
Facile no?  Meno RICICLIAMO, più PAGHIAMO!"
Queste erano le parole che usavano quando erano all'opposizione!
Ci dicevano che con la raccolta differenziata, e quindi con la riduzione dei rifiuti in discarica, i cittadini dovevano per forza pagare di meno. Invece oggi stiamo pagando di più!!! Oltre il danno pure la beffa. Non solo dobbiamo differenziare i rifiuti e tenerli in casa diversi giorni ma dobbiamo comprare anche i sacchetti per contenerli sostenendo ulteriori spese.
Beh dal 2013 ad oggi sono passati quattro anni e le bollette dell'immondizia hanno subito un aumento del 26% in quanto con l'amministrazione Grincia il gettito era stimato in 466.000 euro mentre oggi siamo sui 584.000 euro.
 Dicevano che:"a nostro modesto parere, finchè al governo locale ci sarà “la premiata ditta” (Grincia) i costi di smaltimento non si abbasseranno ed il Comune spenderà ogni giorno di più".
Che fine hanno fatto le promesse della riduzione della pressione fiscale e in particolare della riduzione della TARI (TASSA SUI RIFIUTI)?
E usando le loro stesse parole, Il Sindaco continua a pensare di poter dire “tutto ed il contrario di tutto” e che gli aquinati siano dei “poveri fessi” quindi è tutto lecito.
Purtroppo per "loro" su internet si ritrova tutto compreso la marea di balle e promesse fatte a tutti i cittadini e continuamente disattese. Così come il famoso rimborso TARSU tanto acclamato e mai restituito alla cittadinanza.
La coerenza praticamente c'è  l'hanno sotto i piedi o non né conoscono proprio l'esistenza! Intanto i cittadini pagano le tasse tra le più  alte della nostra provincia mentre qualcuno cerca di far credere  l'esatto contrario. Peccato che le scelte di questa ingloriosa amministrazione le subiscono gli aquinati che di certo non pagheranno le tasse con le parole dei nostri ben pagati AMMINISTRATORI.
Il segretario del PCI AQUINO
PIETRO FERONE 

domenica 21 maggio 2017

LA QUESTIONE AMBIENTALE IN PROVINCIA DI FROSINONE

L’inquinamento si sa che è una tematica molto sensibile attualmente e risulta essere una piaga sociale piuttosto rilevante a livello globale. Non bastano le campagne promozionali per invogliare ad un risparmio energetico e ad adottare uno stile di vita sostenibile, nel rispetto dell’ambiente e dell’intero ecosistema. Purtroppo la nostra provincia, in termini di inquinamento non è seconda a nessuno, tant’è vero che le si da il triste appellativo di “terra dei veleni”. Essendo nell’entroterra e circondata dai monti, geograficamente non si colloca in una posizione favorevole per il ricambio dell’aria, quindi è facile immaginare che la qualità di quest’ultima è davvero pessima. Diversi comuni si sono attrezzati per la rilevazione delle polveri sottili (le cosidette pm 10) ed anche in questo periodo i valori registrati sono vicini alla soglia massima di sforamento: si parla all’incirca di cinquanta microgrammi per metro cubo. Il dramma ambientale della provincia di Frosinone sconta anche un lungo periodo in cui molte imprese hanno illecitamente interrato rifiuti tossici, senza che la politica locale facesse adeguati controlli per evitare tutto questo. E’ vero che la concentrazione del settore manifatturiero da un lato giova alla nostra provincia poiché ha offerto e continua a offrire posti di lavoro, ma questo non significa che le fabbriche possano inquinare indiscriminatamente. Inoltre, ad aggravare la tossicità dell’ambiente ci sono anche due impianti di smaltimento rifiuti presenti nel giro di pochi chilometri: la SAF di Colfelice ed il termo combustore di San Vittore del Lazio, già tristemente famoso nelle cronache correnti in quanto un’indagine dell’Arpalazio ha fatto registrare un livello di contaminazione delle acque sotterranee, nelle vicinanze del sito, per alcuni parametri superiore ai livelli consentiti. Anche nella Valle del Sacco la situazione non è migliore: dalle rilevazioni effettuate il fiume ciociaro ha evidenziato valori di cromo, diossina e plutonio superiori alle concentrazioni consentite e la cosa più grave è che ancora viene utilizzato per l’abbeveramento di persone e bestiame, nonché per l’irrigazione dei campi. Non è esente da note di demerito nemmeno il cassinate, che oltre ad essere stata una terra bersagliata da seppellimenti  di rifiuti speciali e da discariche abusive che continuano a spuntare come funghi nei luoghi più impensabili (tra cui anche le foreste demaniali), è sempre al centro delle notizie di cronaca per la grave situazione ambientale che la caratterizza. Addirittura risulta ancora in corso un’indagine relativa al seppellimento a venti metri di profondità di fusti di botulino provenienti dal Nord italia. Questo degrado si è scoperto soltanto da un anno in una zona a vocazione agricola, al confine tra Cassino e Sant’Elia Fiumerapido, presso il corso del canale Nocione. Difatti sono morti alcuni animali da cortile poco tempo dopo aver bevuto dall’acqua del canale, la quale era divenuta di color ruggine.  L’ovvia conseguenza di questo stato di cose è un aumento vertiginoso dei casi di tumore nella nostra provincia. Le amministrazioni locali dovrebbero proteggere i cittadini attraverso l’inasprimento delle sanzioni per chi commette questi reati, aumentando i controlli da parte della polizia provinciale e di tutti i volontari. Inoltre devono avviare al più presto le operazioni di bonifica, che devono chiudersi nei tempi più celeri possibili. Per rendere più salubre l’aria invece, potrebbe essere utile un potenziamento delle aree verdi attraverso un arricchimento della dotazione arborea e premiare tutti i cittadini che assumono comportamenti virtuosi in ambito energetico.
IL SEGRETARIO DEL PCI FROSINONE
ORESTE DELLA POSTA

venerdì 19 maggio 2017

CITTADINI INFURIATI PER LA TARI MENTRE SI CONCEDONO ALTRI 16.000 EURO PER FESTE E SAGRE!!!

In questi giorni sono state recapitate nelle case degli aquinati le bollette della TARI (tassa sull'immondizia) e fin da subito all'apertura delle "fatidiche" buste una brutta sorpresa. A destare sconcerto sono gli importi che fin da subito sono risultati più  alti rispetto allo scorso anno. Quattro rate anziché  tre e da subito la lamentela è  stata generale. Tantissime le telefonate che personalmente ho ricevuto da cittadini indignati per l'accaduto.
La raccolta  differenziata porta a porta che doveva garantire un drastico calo delle "esose" bollette, sopratutto visto i primati sbandierati ai quattro venti dal sindaco, non si sono visti. Rimangono solo articoli di giornali, post su Facebook e dati percentuali che a nulla sono serviti ai nostri cittadini. Inoltre se a tutto ciò  aggiungiamo le notizie negative che provengono dall'Unione Cinquecitta circa la situazione debitoria dell'ente nei confronti della De Vizia (società che attualmente  gestisce la raccolta differenziata) di certo il futuro non sarà roseo in quanto il tutto si riversera' ancora una volta sui soliti noti ovvero i contribuenti.
Da una parte i cittadini alle prese con le scadenza e dall'altra i nostri ben pagati AMMINISTRATORI che proprio in questi giorni hanno deliberato un ulteriore contributo di 16.000 euro a favore  della  PROLOCO per SAGRE e FESTE che saranno prelevati sul bilancio comunale e di conseguenze sulle entrate correnti ovvero tributi e tasse.
Ma dovremmo aspettarci un ulteriore conguaglio per fine anno? Visto che il costo del servizio è  a totale  carico dei contribuenti e a fine anno si tireranno le somme direi proprio di.
Come sempre restiamo a disposizione dei  cittadini di Aquino e vi informeremo sugli esiti di questa vicenda.
Il segretario del PCI AQUINO
PIETRO FERONE

domenica 14 maggio 2017

IL PCI DI FROSINONE A SORA PER LA RACCOLTA DELLE FIRME PER LA DIFESA DELLA SANITÀ PUBBLICA!

Il Partito Comunista Italiano, federazione di Frosinone, ha aderito alla campagna nazionale del PCI per la difesa della sanità pubblica ed ha già  effettuato diverse iniziative con diversi banchetti davanti i presidi ospedalieri della nostra provincia. Stavolta é  stata la volta di Sora davanti l'ospedale SS. TRINITÀ.
I dati a disposizione evidenziano le crescenti difficoltà di tanta parte della popolazione ad accedere ai servizi ed alle prestazioni necessarie a garantire la tutela della loro salute.
Tali difficoltà attengono soprattutto alla richiesta rivolta ai cittadini di compartecipare alla spesa sanitaria attraverso il pagamento di ticket sempre più costosi che, per molti, sono addirittura insostenibili. Le forme di esenzione adottate ai diversi livelli, quando presenti, si sono rivelate del tutto insufficienti. Sempre più persone, proprio perché impossibilitate a farvi fronte (si parla addirittura di 11 milioni) rinunciano a curarsi, ponendo una pesante ipoteca sulla loro salute, sul loro futuro e, un domani, sull’intera comunità, che sarà chiamata a misurarsi con i costi sociali che ne saranno la conseguenza. Occorre cambiare politica; i principi di universalità, equità, solidarietà, ai quali formalmente si ispira il nostro sistema di protezione sociale, devono essere attuati.
Il Servizio Sanitario Nazionale deve essere finanziato attraverso la fiscalità generale progressiva; i cittadini non devono essere chiamati a pagare due volte.
Il diritto alla cura non deve essere messo in discussione, i ticket sanitari vanno aboliti.
Il Partito Comunista Italiano ha avviato una campagna nazionale per la difesa e il rilancio della Sanità pubblica avviando la raccolta delle firme in tutta Italia per l’abolizione immediata di tutti i ticket sanitari ed effettueremo volantinaggi informativi delle nostre proposte per: rendere più efficienti i presidi di Pronto Soccorso; diminuire i tempi d’attesa per le prestazioni sanitarie (ad esempio mantenendo aperte le sale diagnostiche in tre turnazioni); togliere i “premi” ai dirigenti ospedalieri e investire i fondi così risparmiati per potenziare servizi e macchinari; ecc.
Il segretario del PCI FROSINONE
ORESTE DELLA POSTA